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Origami passione. Intervista al maestro Alessandro Ripepi PDF Stampa E-mail
Scritto da Elena Petruccelli   
Giovedì 16 Ottobre 2014 18:44

Quando e come ti avvicini a quest'arte?

 

Da bambino (9 anni) conobbi quest’arte attraverso il libro Origami Facile di Kunihiko Kasahara, regalo di un cugino. Tuttavia amavo giocare con la carta, per trasformarla in qualcosa, prima ancora che, grazie a quel testo, si aprissero le porte di un mondo nuovo. Un mondo che, ora, mi vede anche protagonista attraverso la realizzazione di varianti personali di altri modelli – come la Mitra tradizionale, da cui sono partito per sviluppare la Mitra di S. Gennaro, esposta all’omonimo Museo del Tesoro – o creazioni del tutto autonome, come la chiave di violino, la Maschera di Pulcinella, la Triforza di Zelda, due modelli di fantasmi e una zucca di Halloween.

 

Perché hai scelto Napoli e cosa ti piace di lei?

 

Arrivai a Napoli nel settembre 2013, come prenovizio presso la Congregazione dei Padri Rogazionisti. Se avessi continuato il percorso per diventare sacerdote, sarei tornato a Messina, città d’origine, dopo un anno, per poi proseguire gli studi a Roma; invece, nel dicembre 2013 scelsi di uscire dal seminario e riprendere la professione di avvocato a Napoli, all’epoca pensando che fosse un buon punto di (ri)partenza per vivere e dare compimento, un giorno, al sogno di diventare scrittore. Ciò che mi ha fatto innamorare di questa terra al punto di sceglierla come patria “adottiva” è stato un mix di fattori: il paesaggio naturale, la fusione urbana tra moderno e antico al Centro Storico, il calore del popolo. Sentivo che avrei trovato quel “qualcosa” che mi mancava per dare compimento alla mia vocazione artistica.

 

Sei mai stato in Giappone?

 

Non ancora. Un giorno, chissà … Magari, realizzando il sogno di sposare una giapponese, potrebbe essere un viaggio da fare in due.

 

Hai mai avuto la possibilità di conoscere maestri del settore?

 

Dipende da cosa intendiamo col termine “maestro”. Per me è un maestro di origami chi ha buona padronanza della tecnica, conoscenza della storia dell’origami, anni di esperienza (7-8 almeno, meglio se 10 o più) e, possibilmente, sia autore di modelli propri e/o di libri tematici. In assenza anche di uno solo di tali elementi, più che di maestro – e, dunque, di artista – parlerei di un “artigiano” origamista. E di origamisti simili, anche molto bravi, peraltro, ne conosco di persona un paio.

 

Che messaggio vorresti dare ai giovani? È importante seguire le proprie passioni?

 

Fate le vostre scelte, non quelle degli altri o che altri vogliono per voi. Non importa quanti errori farete e quanto grandi saranno i passi falsi che precederanno il coronamento delle vostre aspirazioni: fate domande, a voi stessi e agli altri, guardatevi dentro, seguite le vostre passioni, senza le quali sareste vivi a metà. Siate voi stessi, con tutti i vostri limiti e paure, agite con amore e per amore. E chiedetevi, ogni giorno: cosa sto facendo, oggi, per fare avverare i miei sogni? Per gli appassionati di quest'arte, l'appuntamento è per il prossimo 22 ottobre all'APERIGAMI, troverete info al link:

https:/www.facebook.com/events/1501022030147283//