Martedì 19 Marzo 2019
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Terra dei Fuochi a Strasburgo, intervista ad Ambrogio Vallo, giovane avvocato del team alla guida dei ricorsi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Elena Petruccelli   
Giovedì 07 Marzo 2019 18:29

La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo accoglie i ricorsi per la Terra dei Fuochi. Allo studio dell'organismo europeo ci sono le richieste di 75 ricorrenti, tra cittadini ed associazioni, che indicano il Governo centrale come responsabile della violazione al proprio diritto alla vita, per il perdurare del disastro ambientale infinito. Le voci della Terra dei Fuochi per la prima volta arrivano sulle scrivanie delle toghe europee, ma quali sono i protagonisti della valorosa battaglia legale, con un iter iniziato circa 5 anni fa? Dietro questa prima svolta storica c'è il lavoro e la tenacia di 4 giovani avvocati, provenienti dalla provincia di Napoli e Caserta, Ambrogio Vallo, Antonella Mascia, Valentina Centonze e Armando Corsini. Abbiamo intervistato Ambrogio Vallo, la cui lotta è diventata simbolo del riscatto della popolazione a Nord di Napoli. Cresciuto a Pascarola, la frazione di Caivano che più di tutte ha avvertito la piaga ambientale, gli chiediamo:

Come nasce l'impegno per la Terra dei Fuochi?
- Ho iniziato questa battaglia con una maxi querela, raccogliendo 22mila firme. Poi, insieme ai miei colleghi, con i ricorsi alla Corte di Strasburgo,  abbiamo portato la lotta a livello europeo.

Quale motivazione l'ha avvicinata alla difesa dell'ambiente?
- Ho sempre lottato in tutela del territorio, ho sempre dedicato attenzione a queste tematiche. Quando la situazione è diventata materialmente insostenibile perché non si respirava più, con altre persone abbiamo dato l'avvio alla maxi querela che ha aperto tutta la battaglia.

Dopo tanti anni e difficoltà cosa le ha dato la motivazione ad andare avanti?
- Non ho mai perso la speranza nella Giustizia, sono un operatore della Legge, è il mio lavoro, non potrei non aver fiducia che la Giustizia faccia il suo corso. Abbiamo utilizzato i canali che ci offre la Legge per tutelarci.

C'è un racconto di un ricorrente che più di tutti le è rimasto impresso?
- Non ce n'è uno solo. Certamente quelli che non dimenticherò mai sono i ricorsi che riguardano bambini piccolissimi, che hanno perso la vita per malattie legate direttamente o indirettamente all'inquinamento. Ci sono racconti che ti segnano dal punto di vista emotivo. Scrivevo i ricorsi e piangevo, dovendo allegare i referti medici. È una cosa straziante, umanamente un'esperienza forte. Continuerò a combattere finché avrò la forza, chiedendo e gridando Giustizia per il territorio.

Questo processo avviato da Strasburgo potrebbe essere descritto come un'apripista ad un nesso di causalità tra inquinamento e malattia?
- Il senso è proprio questo, perché la mancata vigilanza e controllo del territorio e le omissioni da parte delle autorità, hanno determinato l'incremento dell'inquinamento e dunque in maniera correlata ed automaticamente l'incremento delle morti per cause tumorali.