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Frattamaggiore, fari puntati sulla cultura classica PDF Stampa E-mail
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Scritto da Antonio Parrella   
Giovedì 28 Febbraio 2019 19:49

Frattamaggiore, fari puntati sulla cultura classica

di Antonio Parrella

FRATTAMAGGIORE. “La polis, il desiderio, la guerra. Lettura di Repubblica II”. E’ il tema del forum di greco antico che si svolgerà domani venerdì (ore 17,30), presso la sala consiliare del Comune. Relatore sarà il professore Gennaro Carillo, ordinario di Storia delle dottrine politiche presso l’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa. La kermesse culturale, promossa dall’associazione ex alunni del Durante in collaborazione con la locale sezione dell’Aic (Associazione italiana di cultura classica ed il Comune, è propedeutica all’ottava edizione dell’Agòn Politikòs, gara internazionale di greco, riservata ai super studenti dei licei classici italiani e degli istituti degli Stati Esteri, che nello scorso anno scolastico sono stati promossi con una media di almeno 8/10), che si svolgerà agli inizi di aprile presso l’istituto comprensivo Capasso-Mazzini, con la partecipazione di oltre 100 super studenti. All’incontro dibattito, oltre al professor Carillo, interverranno tra gli altri il sindaco Marco Antonio Del Prete, il magistrato Geremia Casaburi (presidente dell’associazione ex alunni del Durante), la professoressa Teresa Maiello (presidente della sezione cittadina dell’Aic) e la professoressa Fernanda Manganelli (dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Capasso- Mazzini”. “Nel libro secondo della Repubblica - spiega la professoressa Maiello, docente di greco - esprimendo i suoi dubbi, Glaucone, non soddisfatto dalla confutazione di Socrate, riprende le tesi di Trasimaco per ottenere una definizione della giustizia.
Socrate - prosegue Maiello - divide i beni in tre classi: quelli desiderabili per sé, quelli desiderabili per sé e per i vantaggi che portano, e quelli desiderabili solo per i vantaggi che portano; Socrate mette la giustizia nella seconda categoria, ma la maggioranza ritiene più corretta la terza.
Glaucone aggiunge che è bene commettere ingiustizia e male subirne; si è giusti solo per paura delle punizioni e per avvalorare il discorso cita la storia dell’anello di Gige.
Mentre si procede ad esaminare l’uomo giusto e l’uomo ingiusto, Adimanto chiede di cercare la giustizia in sé”.