Giovedì 15 Novembre 2018
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Turismo religioso e nuovi beni da confiscare a Casoria: convegno al Torrente per ricordare Antonio Esposito Ferraioli. PDF Stampa E-mail
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Scritto da Elena Petruccelli   
Giovedì 22 Febbraio 2018 18:33

Un convegno nell'istituto Torrente dedicato alla memoria di Antonio Esposito Ferraioli. I ragazzi hanno incontrato Mario, il fratello del cuoco sindacalista ucciso dalla camorra nell'estate del 1978. Mario Esposito Ferraioli ha ribadito il concetto che la legalità si costruisce non solo con l'impegno contro la camorra, ma ogni giorno comportandosi con educazione, con genitlezza e amore per il proprio lavoro, proprio come ha fatto Antonio. Antonio Esposito Ferraioli è stato colpito da due colpi di lupara alle spalle, mentre rincasava, proprio suo fratello lo ha accompagnato all'ospedale e tra le sue braccia ha pronunciato le sue ultime parole: 'Mi manca l'aria'. Antonio, giovane sindacalista, aveva denunciato una partita di carne avariata nella mensa dove lavorava come cuoco, questo gli è costato la vita. Oggi i ragazzi conoscono la sua storia e impareranno, nei mesi prossimi, avranno il compito di studiare le sue ricette, per un progetto nato nella Masseria a lui intitolata. Al convegno, ospite Maria Saccardo di Libera, sono intervenuti Gianluca Torelli e Antonio Andreozzi di CGIL Napoli, Giovanni Russo di Consorzio Terzo Settore e Mario Esposito Ferraioli. Giovanni Russo ha annunciato la presenza a Casoria di altri beni pronti per essere assegnati e riconsegnati ai legittimi proprietari, i cittadini. Quindi, spiega Russo, sarà necessario intensificare strategie di marketing territoriale puntando sulle ricchezze del territorio, nello specifico il patrimonio religioso della città. Pertanto il ruolo degli studenti dell'indirizzo Turistico e dell'Alberghiero saranno fondamentali per le attività occupazionali che nasceranno dalla rete dei beni confiscati. Dall'incontro Mario Esposito Ferraioli lancia un'idea: una gara simbolica tra gli studenti dell'Alberghiero per realizzare una ricetta di Antonio, e, se le istituzioni appoggeranno il progetto, i più bravi saranno premiati con una divisa che potranno indossare nella loro carriera di cuochi.