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Malore al presidio. Telecontrolli non si ferma la protesta PDF Stampa E-mail
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Scritto da Arianna Ilardi   
Domenica 22 Luglio 2012 19:57

Casoria - Da oltre una settimana presidiano l'ingresso della fabbrica in via Nazionale delle Puglie con canti e slogan. 'Lido Telecontrolli', la scritta ironica su uno striscione. Ottantacinque unità, la maggior parte donne per cui la parola lavoro è diventata da pochi giorni un terribile punto interrogativo. 

I dipendenti della Telecontrolli soffrono il dolore della vicina perdita di lavoro. Soffrono le -mancanze retributive, due mesi di stipendio arretrati, e a metterci il suo è anche il caldo, che essendo molto forte, unito alla rabbia crea disagi generali. Lo scorso 18 luglio il malessere ha preso il sopravvento e molteplici sono stati i malori dovuti anche alla forte resistenza dei lavoratori, ogni giorno dalle sette del mattino fino alla sera, a presidiare l'area sotto il sole. Una donna si è sentita male ed è svenuta, battendo il capo sull'asfalto. Sul posto arriva prontamente un'ambulanza e i medici si accertano che stesse bene, tra la paura dei suoi colleghi. Lo sciopero è poi continuato prendendo una piega più leggera, anche se i dipendenti non mollano ma resistono, gli stessi ci riferiscono: 'Non sappiamo per quanto ancora potremmo resistere al presidio, ma intanto combattiamo!'. Replicano alcuni residenti di Arpino, la frazione di Casoria, che assistono alla manifestazione: 'Siamo vicini al dolore e alla paura di questi lavoratori'.

Non si placa il dramma occupazione a Casoria. Sabato mattina sono i dipendenti dell'ex Carrefur a manifestare agli ingressi del comune in piazza Cirillo. Lunedì in mattinata importante tavolo per decidere il futuro di Telecontrolli, con un incontro tra il sindaco Vincenzo Carfora, i vertici dell'azienda e rappresentanti degli operai. Alcune indiscrezioni parlano di possibilità di assorbimento da pa rte di altre aziende, ma per il momento nessuna conferma. 

Intanto all'incontro in Prefettura si è chiesto di monitorare l'operato dell'azienda in questi anni, mentre i sindacati ribadiscono il rispetto del piano industriale e il recupero delle spettanze. Concludono i dipendenti di Telecontrolli ancora oggi attivi a manifestare all'entrata dello stabilimento: 'Chiediamo alle autorità competenti che si attivino per il nostro dramma e che la notizia di tale situazione tragica possa estendersi affinché qualcuno di renda conto di quello che stiamo vivendo. Finché l'uomo sfrutterà l'uomo, finché l'umanità sarà divisa in padroni e servi, non ci sarà ne normalità, ne pace'. 

Ultimo aggiornamento Mercoledì 25 Luglio 2012 08:49