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Green Economy a Caivano PDF Stampa E-mail
Scritto da Elena Petruccelli   
Venerdì 12 Luglio 2013 15:56

CAIVANO - Maggioranza e opposizione votano all'unanimità l'ordine del giorno sul Disastro Ambientale. Il documento promosso dal PD locale, presentato dall'intera maggioranza, e arricchito con due emendamenti delle opposizioni, è stato discusso durante il consiglio comunale dove non si poteva non affrontare le situazioni legate agli ultimi sequestri di terreni avvelenati da rifiuti industriali.


Qui si affronta un altro tema fondamentale per curare l'ambiente avvelenato, la questione bonifica, comprendendo la necessità di trovare un dialogo con la Regione. Si legge nel comunicato: 'La Regione Campania a tutt’oggi non ha ancora elaborato alcuna progettualità di intervento sul territorio sia di bonifica che di supporto economico'.


Dopo il sequestro effettuato dal Corpo Forestale dello Stato di sei ettari di campi agricoli destinati alla coltivazione, dove erano sotterrati a cinque metri di profondità rifiuti tossici e radiottivi, ma dopo tutte le operazioni contro gli scempi ambientali di questi mesi, si stimano solo a Caivano centodiecimila petri quadri di terreni sottoposti a sigillo.

 

Adesso i consiglieri chiedono un incontro tra il sindaco Antonio Falco, il presidente Caldoro e l'assessore regionale all'Ambiente. Si dovrà delineare la programmazione per gli interventi di bonifica e il controllo del territorio per la salute pubblica, elaborando un piano tecnico-economico per il controllo continuo di tutti i prodotti agricoli sul territorio.


La vera svolta sta però in quella che può essere definita una vera e propria rivoluzione agricola.


La realizzazione di un piano tecnico-economico per la eventuale trasformazione di tutte le produzioni agricole, foraggi compresi, che risultino inquinate dalla destinazione  “food” alla cosiddetta “no-food” e che, nel contempo, valorizzi al massimo le produzioni che dai controlli risultino invece sane.


Laddove i prodotti della terra risultano essere inquinati, si potrà dunque intervenire invertendo la coltivazione, da prodotti di genere alimentare a quello di tipo non food, come canapa, alberi per ricavarne legname, e altri arbusti per ricavare energie per biomasse.

 

Nei prossimi giorni seguiremo gli sviluppi di queste richieste.

 

Intanto il Comune di Caivano si costituirà parte civile in ogni eventuale procedimento giudiziario per reati ambientali e comunque legati alla violazione del diritto alla salute, costituzionalmente garantito.


 

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